Direttiva Macchine

Il settore dei fabbricanti italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio è uno dei comparti industriali italiani con la più alta propensione all’export (oltre l’80%). La leadership acquisita negli anni dai costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio si basa su quattro capisaldi fondamentali:

  • elevato livello tecnologico-qualitativo delle soluzioni proposte
  • estrema personalizzazione e flessibilità produttiva delle macchine
  • puntuale servizio di assistenza post-vendita su tutti i mercati mondiali
  • forte competitività grazie alla convivenza di grandi gruppi integrati e di piccole e medie imprese altamente specializzate che offrono, nel complesso, un’intera gamma di macchinari per tutte le tipologie di prodotto.

I fabbricanti di macchine automatiche, a fronte delle Direttiva Macchine 2006/42/CE, sono tenuti a ridurre al minimo la possibilità di incidenti annessi al ciclo di vita delle macchine messe in utilizzo.
Sempre più il cliente “utilizzatore” finale dell’impianto o dell’apparecchiatura pone l’Analisi dei Rischi e il Fascicolo Tecnico come elemento contrattuale.

Per limitare i rischi residui presenti sulle macchine, la suddetta Direttiva 2006/42/CE impone il soddisfacimento dei RES (Requisiti Essenziali di Sicurezza) in ogni fase del Ciclo di Vita della macchina stessa (Trasporto, Utilizzo, Manutenzione, Imballaggio).

Per evitare qualsiasi forma di contestazione futura in caso di accidentalità, si rende necessario agire tempestivamente e con metodo già durante la progettazione del macchinario o la realizzazione del primo prototipo. Qualora si presentino rischi residui non eliminabili, è di estrema importanza evidenziarli nel documento di Valutazione dei Rischi, sul Manuale Istruzioni e in loco mediante normate simbologie da applicare direttamente sulla macchina.